Otto domande a Gabriela Fantato - Nell’attuale asfittico panorama culturale

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Nell’attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Quale scrittura ci può aiutare a uscire da tutta la sofferenza di questa stretta epocale? Se si parla di quella che è la situazione attuale, ovvero di un'epoca di narcisismo e tracotanza diffusa, ritengo che nessuna scrittura potrebbe aiutare veramente ad uscire da questa situazione. Tuttavia, visto che penso che la poesia sia "relazione erotica con il mondo" (e cito a memoria una frase di Maria Zambrano, filosofa di cui condivido il pensiero), penso che possa arrivare a parlare al lettore, se questo avverte la gravità del presente e sente la necessità di un cambiamento. Le parole di una poesia rischiosa e acuminata, forse, potranno spingerlo a interrogarsi. Sicuramente il cambiamento generale passa attraverso i cambiamenti dei singoli, quindi sì, ogni nuovo lettore o autore di poesia è potenzialmente "rivoluzionario". L’IA soppianterà la figura ...

Aprire uno spazio condiviso "I quaderni di ChiareVoci"





Aprire un blog letterario non è un gesto neutro. È una scelta che va controcorrente rispetto alla velocità con cui siamo abituati a consumare parole, idee, contenuti. In un tempo dominato da messaggi brevi, slogan e semplificazioni, scegliere uno spazio di scrittura e lettura lenta significa assumersi una responsabilità.

“I quaderni di ChiareVoci” nasce da questa esigenza: creare un luogo in cui la letteratura, la poesia e l’editoria possano essere attraversate senza riduzioni forzate, senza contrapposizioni preconfezionate, senza la necessità di aderire a un’ideologia o a una poetica da difendere.

Non ci interessa stabilire gerarchie definitive né offrire risposte risolutive. Ci interessa, piuttosto, aprire domande, sostare nei testi, ragionare sui contesti, osservare come le opere dialogano con il tempo in cui viviamo. Parlare di libri, di scrittura, di editoria significa inevitabilmente parlare anche di modelli culturali, di mercato, di linguaggi, di responsabilità.

Questo spazio non nasce per rincorrere l’attualità né per produrre contenuti “spendibili”. Nasce per provare a restituire complessità al discorso culturale, per difendere il tempo lungo della lettura e del pensiero, per non accettare passivamente un linguaggio che rischia di impoverire l’esperienza letteraria.

Scrivere e leggere sono gesti che chiedono attenzione.

Scrivere e leggere con attenzione è anche una forma di responsabilità culturale. Per non cedere del tutto al marketing, per non diventare, neppure inconsapevolmente, inermi complici dei nostri carcerieri.
Questo blog è un tentativo,parziale, fragile, ma necessario, di esercitarla.

A gennaio 2026 inizieremo la costruzione di questo percorso, di questo spazio di confronto dedicato alla poesia, alla letteratura, all’editoria, alle recensioni di libri, agli approfondimenti su autori, correnti e sullo spirito del tempo che attraversiamo.

Se ti va di seguirci, leggere, commentare o semplicemente sostare tra le pagine, questo spazio è anche tuo.







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