Otto domande a Sergio Daniele Donati: Nell’attuale asfittico panorama culturale
Nell’attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Quale scrittura ci può aiutare a uscire da tutta la sofferenza di questa stretta epocale? Lo dico con un grande sorriso. Io non trovo per nulla asfittico l’attuale panorama culturale. O, se lo è, non lo è certo più che in passato. Sono in contatto con tantissime, e diversissime tra loro, realtà poetiche, essendo il fondatore e il caporedattore de Le parole di Fedro, e la qualità non è per nulla bassa, a mio avviso. Non credo poi che i libri non vengano letti, anzi, mi trovo spesso piacevolmente stupito dalla capacità critica, che suppone tanta lettura, di molti. Lo scrittore ha un solo ruolo a mio avviso: scrivere, e non necessariamente a partire da una sofferenza. Forse è uno stereotipo un po’ stantio quello del poeta sofferente e portatore, come un novello Atlante, di tutte le pene del mondo sulle spalle. That’s all Folks (come diceva la sigla dei cartoni animati anni...