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25 Aprile

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  La corda rimase a terra tranciata senza neppure il rimedio di un nodo ben oltre l'eco dell'ultimo sparo ben oltre il colpo di lama che recideva la notte per cercargli l'alba in fondo alla gola. Popolo di motivate collusioni, di supine accettazioni, popolo troppo invischiato per dichiararsi davvero liberato dalle complicità con se stesso. Ottantun anni di saluti romani  occultati sotto la polvere  di una vergogna incancellata, strappata a morsi dagli ultimi capitoli dei libri di storia, mal digeriti, mai letti. Camerati e partigiani, vinti e vincitori a rinfacciarsi il sangue negli echi di una storia che non si riconcilia, nella nazione liberata in primavera e in primavera rifiorita dal coraggio necessario ad offrire  i propri vent'anni alle zanne della morte per un'idea di libertà. A noi incapaci di eroismi non resta che scavare nei torti dei morti, nei reciproci conti da saldare, per dissotterrare le parole spolpate, definitive, per rinnovare la minima pietà di u...

Sulle scelte

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di Rino Lorusso Two roads diverged in a yellow wood, And sorry I could not travel both And be one traveler, long I stood And looked down one as far as I could To where it bent in the undergrowth; Then took the other, as just as fair, And having perhaps the better claim, Because it was grassy and wanted wear; Though as for that the passing there Had worn them really about the same, And both that morning equally lay In leaves no step had trodden black. Oh, I kept the first for another day! Yet knowing how way leads on to way, I doubted if I should ever come back. I shall be telling this with a sigh Somewhere ages and ages hence: Two roads diverged in a wood, and I— I took the one less traveled by, And that has made all the difference. Robert Frost, The Road Not Taken A 29 anni, ignaro della realtà che si presentava fuori della reggia, uscito dal palazzo reale paterno per vedere la realtà del mondo, testimoniò la crudeltà della vita in un modo che lo lasciò attonito. Incontrando un vecc...

Luminarie di stagioni di Nunzio Festa

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  L ’inquieta, libera “amorevolezza” di Nunzio Festa poeta anarchico, fedele di Realtà     Ho sempre apprezzato Nunzio Festa per il suo estro e la sua libertà. Libertà che poi è anche e soprattutto fantasia, un modo perennemente nuovo, accanito e festevole ( nomen omen – dicevano i latini: e Nunzio, la Festa ce l’ha già nel cognome!).    Mi piace quel modo serio e impennato di rispettare le sue radici – ma anche di cercarsene, perfino inventarsene ogni volta di nuove… Dove il futuro e i ricordi, per fortuna coincidono...    Mi ricordo di quando scombinerete    i cassetti di casa    e avrete trovato altre memorie    : la scusa di aver perdonato    il mondo: invece di salvarlo    Mi piace la sua adesione a una letteratura – in primis , alla poesia – che sa inventarsi la vita strada facendo; ed è sempre pronta, oltretutto, a rimettersi in gioco. Prima dicevo ...