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Otto domande a Sergio Daniele Donati: Nell’attuale asfittico panorama culturale

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Nell’attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Quale scrittura ci può aiutare a uscire da tutta la sofferenza di questa stretta epocale? Lo dico con un grande sorriso. Io non trovo per nulla asfittico l’attuale panorama culturale. O, se lo è, non lo è certo più che in passato. Sono in contatto con tantissime, e diversissime tra loro, realtà poetiche, essendo il fondatore e il caporedattore de Le parole di Fedro, e la qualità non è per nulla bassa, a mio avviso. Non credo poi che i libri non vengano letti, anzi, mi trovo spesso piacevolmente stupito dalla capacità critica, che suppone tanta lettura, di molti. Lo scrittore ha un solo ruolo a mio avviso: scrivere, e non necessariamente a partire da una sofferenza. Forse è uno stereotipo un po’ stantio quello del poeta sofferente e portatore, come un novello Atlante, di tutte le pene del mondo sulle spalle. That’s all Folks (come diceva la sigla dei cartoni animati anni...

Pagine & Voci - Un nuovo VideoPodcast di dialoghi sulla letteratura

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Il Podcast Pagine e Voci nasce da una domanda semplice e mai risolta: perché continuiamo a leggere, a scrivere, a cercare parole che non bastano mai del tutto. Non è un interrogativo retorico, ma un punto dal quale partire o perlomeno tentare. Il progetto, ospitato su YouTube sceglie la formula  della conversazione per portare il confront con le domande sulla letteratura a una dimensione di ascolto, di riflessione, di dialogo Il primo video ha aperto il percorso con una questione diretta: cosa accade dietro le quinte dell’editoria italiana? Lo sguardo si è posato su quel sottobosco editoriale fatto di sovrapproduzione, contributi mascherati, autopubblicazioni senza filtro, concorsifici e antologie che trasformano l’autore in cliente. Nel 2024 in Italia sono stati pubblicati circa 85.000 titoli, mentre metà della popolazione non legge nemmeno un libro all’anno. Uno squilibrio che impone una domanda sul senso stesso del pubblicare. Il secondo episodio ha spostato l’attenzione sul ra...

Nell’attuale asfittico panorama culturale - otto domande a Rino Lorusso

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  Nell'attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Quale scrittura ci può aiutare a uscire da tutta la sofferenza di questa stretta epocale? Lo scrittore, oggi, nel neofascistizzante panorama nazionale e internazionale, ha il dovere dell’impegno civile. Ha il dovere morale di prendere il lettore (l’elettore) e metterlo di fronte allo specchio deformante dell’arte. Gli scrittori dovrebbero agire in maniera diametralmente opposta ai politici di oggi. Più i politici blandiscono l’elettorato solleticandone i peggiori istinti, più gli scrittori dovrebbero fustigare il lettorato, se mi si consente questo gioco di parole. Ma c’è un problema: il dato statistico dell’elevato numero di analfabeti funzionali presenti in questo paese, che va ad aggravare lo storico dato dell’esiguo numero di lettori se paragoniamo l’Italia con gli altri paesi sviluppati. E infine c’è il fallimento, a mio parere, del sistema scolastico italian...

Nell’attuale asfittico panorama culturale - otto domande a Gianni Fabiano

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Nell'attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Quale scrittura ci può aiutare a uscire da tutta la sofferenza di questa stretta epocale?      Lo scrittore oggi dovrebbe avere qualcosa da dire in merito alle nostre condizioni difficili di vita, sapendo proporre con la sua scrittura delle alternative, delle visioni altre, una luce verso qualcosa di raggiungibile da tutti, per il bene di tutti. A scrivere solo storie autoreferenziali, in negativo, decadenti, non ci fa così bene. Abbiamo bisogno di storie ispirate da un’idea, qualcosa che ci indichi una via d’uscita da questo torpore, e ci aiuti a diventare individui migliori per una vita più bella e sana. Personalmente cerco questo in una storia, in una poesia, nell’arte in generale. Esperienze di vita reali, non artefatte. Ravviso invece una carenza di idee, di storie nutrienti. Storie anche sofferte ma attraversabili, che riescano a infondere un po’ di ...

Voci in dialogo - Gratitudine e restituzione

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La rubrica " Voci in dialogo " nasce come estensione dell’omonimo ciclo di incontri, organizzati da " ChiareVoci Edizioni " e "Officine letterarie Poesia 33" che si tiene mensilmente a Lainate intorno a una tema dato; uno spazio di parola condivisa, aperto, attraversabile, in cui un tema comune diventa occasione di confronto. La rubrica accoglie alcuni degli interventi emersi in quei contesti: riflessioni, testi in prosa, appunti, poesie. Un coro imperfetto, in cui le voci non cercano di coincidere ma di confrontarsi. I testi qui presentati conservano il carattere orale di dialogo, sono tracce di un pensiero che nasce nell'incontro e continua, qui, a interrogare chi legge. Sono in grande difficoltà: sviluppare questo tema mi rivela che non ho ancora la statura per essere grato abbastanza. Alla Vita, che viceversa mi ha donato tantissimo.  Ed è difficilissimo non essere retorici. Essere diretti. Tenere la mente tesa. Mi rivolgo quindi a me stesso come a...

Sbandato di Alessandro Porro. Memoria familiare e storia collettiva

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Sbandato di Alessandro Porro è un libro che nasce da una domanda semplice e insieme radicale: che cosa resta di una vita quando a parlarne sono le fotografie, i ricordi frammentari, le reticenze della memoria familiare? A partire da un piccolo archivio di immagini ritrovate, l’autore ricostruisce la vicenda del nonno Piero Porro, nato nel 1920 e cresciuto sotto il fascismo, chiamato giovanissimo a prestare servizio militare sulle Alpi occidentali durante la Seconda guerra mondiale. La storia raccontata nel libro non segue l’andamento epico o celebrativo tipico di molta memorialistica bellica. Al centro non c’è l’eroe, ma un ragazzo di pianura catapultato in alta montagna, arruolato nella Guardia alla Frontiera, costretto a imparare a sciare, a sopravvivere al freddo, alla fame e alla lontananza da casa. Le sue esperienze – l’addestramento, la vita nelle baracche, le competizioni sciistiche tra militari, le visite dei familiari in zona di confine – emergono come episodi isolati, spess...

85.000 libri l'anno e nessuno legge

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  Il Podcast Pagine e Voci nasce da una domanda semplice e mai risolta: perché continuiamo a leggere, a scrivere, a cercare parole che non bastano mai del tutto.  Il primo video del podcast inaugura il progetto con una domanda diretta e necessaria: cosa accade davvero dietro le quinte dell’editoria italiana? Lo sguardo si posa su una zona poco raccontata ma centrale del panorama contemporaneo, ciò che potremmo definire il sottobosco editoriale : un territorio vasto e opaco, reso ancora più difficile da attraversare dai numeri della sovrapproduzione libraria. A partire da dati, pratiche diffuse e testimonianze indirette, il podcast prova ad aprire un discorso sul senso del pubblicare oggi, restituendo complessità a un panorama spesso semplificato o taciuto. Nel suo percorso complessivo, Pagine e Voci si propone come un dialogo aperto, fatto di dubbi, esempi, letture e domande. Nei prossimi appuntamenti si tornerà a interrogare il senso dell’arte, la differenza tra ciò che cons...

Voci in dialogo - La Poesia degli anni ’70 - Liberi tutti

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La rubrica Voci in dialogo nasce come estensione dell’omonimo ciclo di incontri, organizzati da ChiareVoci Edizioni e Officine letterarie Poesia 33 che si tiene mensilmente a Lainate intorno a una tema dato; uno spazio di parola condivisa, aperto, attraversabile, in cui un tema comune diventa occasione di confronto. La rubrica accoglie alcuni degli interventi emersi in quei contesti: riflessioni, testi in prosa, appunti, poesie. Un coro imperfetto, in cui le voci non cercano di coincidere ma di confrontarsi. I testi qui presentati conservano il carattere orale di dialogo, sono tracce di un pensiero che nasce nell’incontro e continua, qui, a interrogare chi legge. L'intervento di   Adriano Max  su Liberi tutti, la poesia degli anni 70 Non posso inventare nulla e non so restituirvi ricordi di un passato che non ho vissuto: negli anni ’70 ero un “quasi”, un bambino; probabilmente solo allora, un poeta. Qualcuno l’ha suggerito: liberi tutti. Libero quindi questi pensieri scard...