25 Aprile
La corda rimase a terra tranciata senza neppure il rimedio di un nodo ben oltre l'eco dell'ultimo sparo ben oltre il colpo di lama che recideva la notte per cercargli l'alba in fondo alla gola. Popolo di motivate collusioni, di supine accettazioni, popolo troppo invischiato per dichiararsi davvero liberato dalle complicità con se stesso. Ottantun anni di saluti romani occultati sotto la polvere di una vergogna incancellata, strappata a morsi dagli ultimi capitoli dei libri di storia, mal digeriti, mai letti. Camerati e partigiani, vinti e vincitori a rinfacciarsi il sangue negli echi di una storia che non si riconcilia, nella nazione liberata in primavera e in primavera rifiorita dal coraggio necessario ad offrire i propri vent'anni alle zanne della morte per un'idea di libertà. A noi incapaci di eroismi non resta che scavare nei torti dei morti, nei reciproci conti da saldare, per dissotterrare le parole spolpate, definitive, per rinnovare la minima pietà di u...