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La poesia come esperienza iniziatica

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  La parola che si fa ascolto di visioni di mondo alternative, che ambisce a una completa  trasformazione dell’uomo, in armonia con il tutto che lo circonda, è caratteristica di una certa  tendenza poetica che comincia a emergere già tra Otto e Novecento nella civiltà occidentale. Essa si  annuncia come un rivolgimento antropologico, un cambiamento interiore radicale. Già Hölderlin ne  parlava come di una grande rivoluzione mai vista fino a quel momento: una rivoluzione di forme, di  rappresentazioni, di linguaggi. Tentativo che purtroppo ebbe esiti catastrofici, non solo storicamente  per i popoli, ma per lo stesso Hölderlin sul piano personale, che passò metà della sua vita chiuso in  una torre, a causa della sua follia.   Stessa sorte di catastrofe personale (e questo è un fatto emblematico) subirono alcuni poeti  successivi (pensiamo a Campana qui da noi) che, invasati dalle potenze inconsce, entrarono dentro  un processo i...

25 Aprile

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  La corda rimase a terra tranciata senza neppure il rimedio di un nodo ben oltre l'eco dell'ultimo sparo ben oltre il colpo di lama che recideva la notte per cercargli l'alba in fondo alla gola. Popolo di motivate collusioni, di supine accettazioni, popolo troppo invischiato per dichiararsi davvero liberato dalle complicità con se stesso. Ottantun anni di saluti romani  occultati sotto la polvere  di una vergogna incancellata, strappata a morsi dagli ultimi capitoli dei libri di storia, mal digeriti, mai letti. Camerati e partigiani, vinti e vincitori a rinfacciarsi il sangue negli echi di una storia che non si riconcilia, nella nazione liberata in primavera e in primavera rifiorita dal coraggio necessario ad offrire  i propri vent'anni alle zanne della morte per un'idea di libertà. A noi incapaci di eroismi non resta che scavare nei torti dei morti, nei reciproci conti da saldare, per dissotterrare le parole spolpate, definitive, per rinnovare la minima pietà di u...

Sulle scelte

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di Rino Lorusso Two roads diverged in a yellow wood, And sorry I could not travel both And be one traveler, long I stood And looked down one as far as I could To where it bent in the undergrowth; Then took the other, as just as fair, And having perhaps the better claim, Because it was grassy and wanted wear; Though as for that the passing there Had worn them really about the same, And both that morning equally lay In leaves no step had trodden black. Oh, I kept the first for another day! Yet knowing how way leads on to way, I doubted if I should ever come back. I shall be telling this with a sigh Somewhere ages and ages hence: Two roads diverged in a wood, and I— I took the one less traveled by, And that has made all the difference. Robert Frost, The Road Not Taken A 29 anni, ignaro della realtà che si presentava fuori della reggia, uscito dal palazzo reale paterno per vedere la realtà del mondo, testimoniò la crudeltà della vita in un modo che lo lasciò attonito. Incontrando un vecc...