Due inediti di Michele Lucchetti
L'albero d'autunno Quando fissasti ai rami dell'acero le foglie cadute con le mollette del bucato, fu, spiegasti, un rimedio allo sconforto dell'albero spoglio e al tedio dell'esilio d'autunno, tu costretta in casa dal maltempo; ma anche una sorpresa per me, se in attesa del mio giudizio dicevi: pendo dalle tue labbra. Insieme sorridemmo del risultato, ma nella notte un vento maligno sconvolse ogni cosa. Ero il pubblico dei tuoi show e adesso volessi cimentarmi io avrei di fronte una platea deserta. Questo vuoto ho serrato nello scrigno prezioso. ** La dionea pigliamosche L’assalto dei convolvoli blu e rossi ci colse al centro del sentiero semifranato che abbraccia il Lago Verde a Monchio delle Corti, fanno vent’anni a maggio. Ma intanto la dionea pigliamosche catturava te come gli insettini esanimi nelle vulve. (Poi che ci faceva sotto il faggio? Un seme sparso dalla buriana che soffia dall'ultramondo?) Mi avevi spiegato già che la poesia riguarda orma...