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Sbandato di Alessandro Porro. Memoria familiare e storia collettiva

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Sbandato di Alessandro Porro è un libro che nasce da una domanda semplice e insieme radicale: che cosa resta di una vita quando a parlarne sono le fotografie, i ricordi frammentari, le reticenze della memoria familiare? A partire da un piccolo archivio di immagini ritrovate, l’autore ricostruisce la vicenda del nonno Piero Porro, nato nel 1920 e cresciuto sotto il fascismo, chiamato giovanissimo a prestare servizio militare sulle Alpi occidentali durante la Seconda guerra mondiale. La storia raccontata nel libro non segue l’andamento epico o celebrativo tipico di molta memorialistica bellica. Al centro non c’è l’eroe, ma un ragazzo di pianura catapultato in alta montagna, arruolato nella Guardia alla Frontiera, costretto a imparare a sciare, a sopravvivere al freddo, alla fame e alla lontananza da casa. Le sue esperienze – l’addestramento, la vita nelle baracche, le competizioni sciistiche tra militari, le visite dei familiari in zona di confine – emergono come episodi isolati, spess...

85.000 libri l'anno e nessuno legge

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  Il Podcast Pagine e Voci nasce da una domanda semplice e mai risolta: perché continuiamo a leggere, a scrivere, a cercare parole che non bastano mai del tutto.  Il primo video del podcast inaugura il progetto con una domanda diretta e necessaria: cosa accade davvero dietro le quinte dell’editoria italiana? Lo sguardo si posa su una zona poco raccontata ma centrale del panorama contemporaneo, ciò che potremmo definire il sottobosco editoriale : un territorio vasto e opaco, reso ancora più difficile da attraversare dai numeri della sovrapproduzione libraria. A partire da dati, pratiche diffuse e testimonianze indirette, il podcast prova ad aprire un discorso sul senso del pubblicare oggi, restituendo complessità a un panorama spesso semplificato o taciuto. Nel suo percorso complessivo, Pagine e Voci si propone come un dialogo aperto, fatto di dubbi, esempi, letture e domande. Nei prossimi appuntamenti si tornerà a interrogare il senso dell’arte, la differenza tra ciò che cons...

La Poesia degli anni ’70 - Liberi tutti

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La rubrica Voci in dialogo nasce come estensione dell’omonimo ciclo di incontri, organizzati da ChiareVoci Edizioni e Officine letterarie Poesia 33 che si tiene mensilmente a Lainate intorno a una tema dato; uno spazio di parola condivisa, aperto, attraversabile, in cui un tema comune diventa occasione di confronto. La rubrica accoglie alcuni degli interventi emersi in quei contesti: riflessioni, testi in prosa, appunti, poesie. Un coro imperfetto, in cui le voci non cercano di coincidere ma di confrontarsi. I testi qui presentati conservano il carattere orale di dialogo, sono tracce di un pensiero che nasce nell’incontro e continua, qui, a interrogare chi legge. L'intervento di   Adriano Max  su Liberi tutti, la poesia degli anni 70 Non posso inventare nulla e non so restituirvi ricordi di un passato che non ho vissuto: negli anni ’70 ero un “quasi”, un bambino; probabilmente solo allora, un poeta. Qualcuno l’ha suggerito: liberi tutti. Libero quindi questi pensieri scard...

Poeterodossia: cinque inediti di Rino Lorusso

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Le cinque poesie inedite di Rino Lorusso qui presentate non si pongono come una deviazione rispetto al percorso già tracciato in Versi fatti con i piedi , ma come un suo naturale prolungamento laterale: uno spostamento dello sguardo che continua a interrogare il presente partendo da luoghi marginali, concreti, spesso periferici, tanto nello spazio quanto nel linguaggio. Se nella silloge edita da Chiarevoci Edizioni la tensione civile di Lorusso teneva insieme invettiva, ironia e pietas, in questi inediti il gesto sembra farsi più concentrato, come se la parola rinunciasse a ogni protezione retorica per restare aderente alla ferita che nomina  Rino Lorusso è autore della silloge Versi fatti con i piedi (Chiarevoci Edizioni), una delle due opere vincitrici del Premio “ChiareVociPoesia Inedito” 2025. Un libro che si distingue per la crudezza del pensiero critico, la forza della visione civile e la capacità di tenere insieme invettiva, ironia e vibrazione umana, interrogando il presen...

Il Romanticismo inglese: spazio, natura e immaginazione nella poesia

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Il Romanticismo ha uno spazio a sé nella storia dei movimenti letterari poiché, per il valore e il significato che esso assegna al poeta e alla poesia, costituisce un momento di rottura con i periodi che l'hanno preceduto, e allo stesso tempo rappresenta un punto di non ritorno, che si proietta in maniera controversa ma indubbia sulla modernità. La novità del Romanticismo, inglese e non, rispetto all'Illuminismo è, in una frase, quella di portare in primo piano le emozioni e i vissuti del poeta, e di fare della lirica il genere più adatto a esprimerne l'interiorità e le intuizioni più profonde. Dunque, il poeta, creatura dalla personalità complessa, inquieta e solitaria, si attribuisce un compito fondamentale: penetrare epifanicamente l'essenza della realtà attraverso il suo sentire, rivestendosi in questo modo di una funzione di profeta-veggente, o comunque di individuo portatore di verità universali, che nella maggior parte dei casi sfuggono al resto degli uomini. Tut...