Luminarie di stagioni di Nunzio Festa

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  L ’inquieta, libera “amorevolezza” di Nunzio Festa poeta anarchico, fedele di Realtà     Ho sempre apprezzato Nunzio Festa per il suo estro e la sua libertà. Libertà che poi è anche e soprattutto fantasia, un modo perennemente nuovo, accanito e festevole ( nomen omen – dicevano i latini: e Nunzio, la Festa ce l’ha già nel cognome!).    Mi piace quel modo serio e impennato di rispettare le sue radici – ma anche di cercarsene, perfino inventarsene ogni volta di nuove… Dove il futuro e i ricordi, per fortuna coincidono...    Mi ricordo di quando scombinerete    i cassetti di casa    e avrete trovato altre memorie    : la scusa di aver perdonato    il mondo: invece di salvarlo    Mi piace la sua adesione a una letteratura – in primis , alla poesia – che sa inventarsi la vita strada facendo; ed è sempre pronta, oltretutto, a rimettersi in gioco. Prima dicevo ...

Canti non identificati di Angelo Airò Farulla


Canti non identificati è un libro che si muove come un attraversamento poetico fatto di derive cosmiche, cronache terrestri e apocrifi contemporanei. Mescola visione metafisica, lessico scientifico e immaginario ufologico dentro una struttura ampia e volutamente discontinua. Fin dal prologo, “si tende a zero / tendendo ad infinito”, la raccolta chiarisce la propria tensione: un movimento verso un senso che sembra allontanarsi proprio mentre lo si insegue.


Il testo centrale, Canto all’equatore, prende la forma di un poema di viaggio che dialoga con la tradizione epico-visionaria italiana, ma la sposta in un paesaggio contaminato: mari di idrocarburi, microplastiche, residui del progresso e mitologie scientifiche convivono nella stessa materia linguistica. La voce poetica attraversa scogliere metafisiche, figure archetipiche e immagini cosmologiche, alternando registri alti e inserti tecnico-scientifici, come se la lingua volesse raccontare insieme la fine della natura e la moltiplicazione dei suoi simulacri.


Con la sezione Cronache il libro cambia passo: il tono diventa più documentario e raccoglie testimonianze, episodi e narrazioni legate all’immaginario ufologico del Novecento italiano. Questo materiale non è trattato come semplice curiosità, ma come una vera mitologia collettiva: l’ignoto, il cielo, la paura e il desiderio di capire diventano strumenti per interrogare la percezione della realtà e il bisogno umano di dare un nome al mistero.


Il percorso continua con sezioni come Addenda e Apocrifi, dove la scrittura si moltiplica in registri e maschere, alternando invocazione religiosa, speculazione cosmologica e riflessione sull’epoca digitale. Il lessico scientifico (orbite, quark, correlazioni quantistiche, segnale extraterrestre) convive con elementi liturgici e biblici, creando un cortocircuito linguistico che è uno degli aspetti più riconoscibili della raccolta.


La lingua di Farulla oscilla tra arcaismo e contemporaneità: da un lato l’eco dantesca, il ritmo solenne del canto, le immagini simboliche; dall’altro un vocabolario tecnico e pop che porta nel testo frammenti di scienza, cultura mediatica e immaginario tecnologico. Questa tensione non viene risolta: il libro si costruisce proprio nello scontro tra visione sacra e disincanto moderno, tra arcaismi e cronaca.


In controluce emerge anche una forte componente ecologica e antropologica. Il mare inquinato, la materia sintetica, le tracce di civiltà e i resti biologici diventano segni di una storia umana, di una presenza destinata a dissolversi, ma ancora capace di produrre canto.


Canti non identificati è quindi un poema-costellazione, più che una raccolta lineare: un insieme di frammenti che orbitano attorno a grandi nuclei tematici (la fine del mondo, la memoria, la trascendenza, l’ignoto) e restituiscono al lettore un’esperienza di poesia visionaria e stratificata, dove la tradizione incontra l’immaginario scientifico e le inquietudini del presente.

Il risultato è una scrittura che non cerca consolazioni né risposte definitive, ma sceglie di abitare l’incertezza come spazio creativo.


Articolo di Gianfranco Di Giovanni


Angelo Airò Farulla è scrittore, poeta e traduttore. Tra le sue ultime pubblicazioni: “L’aldilà del mare”, poema (Fallone 2023), “Tagliente esilio. Vita segreta di Gonni” (dei Merangoli 2023), “Contro la morte. Medium e spiritiste italiane tra Ottocento e Novecento” (Yume 2024), “Sacre Specie Animali”, romanzo (Nulla die 2025). La sua ultima raccolta poetica è "Canti non identificati" (ChiareVoci Edizioni)


Consultabile e acquistabile nel sito di ChiareVoci Edizioni e sulla piattaforma Amazon  anche con Carta Cultura Giovani, Carta del Merito, Carta del Docente e/o Carta della Cultura

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