Jonathan Rizzo risponde a 8 domande sulla poesia

Nell’attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Quale scrittura ci può aiutare a uscire da tutta la sofferenza di questa stretta epocale? Credo si debba fare un'analisi lunga e complessa per raggiungere le radici del problema e dipanarne la matassa. La società digitalizzata sta formando una generazione di disabituati alla scrittura ed alla lettura, e questa crisi ad eco la si vede nelle generazioni precedenti per difetto. Poi a monte è intellettualmente onesto ammettere che “grandi” autori di narrativa ce ne sono pochini, ed i poeti italiani sono avvitati sul bello stile accademico o sulla presunta ricerca pseudo sperimentale. Tutta roba che allontana qualsiasi lettore ed è fine a se stessa. Come le flatulenze che piacciono solo a chi le fa. Però non ritengo che gli scrittori debbano essere dei missionari sociali o indoveriti di un ruolo intellettuale civile. Libera Poesia in Libera Vita. Se uno ha il sommoviment...

Pagine & Voci - Un nuovo VideoPodcast di dialoghi sulla letteratura


Il Podcast Pagine e Voci nasce da una domanda semplice e mai risolta: perché continuiamo a leggere, a scrivere, a cercare parole che non bastano mai del tutto. Non è un interrogativo retorico, ma un punto dal quale partire o perlomeno tentare. Il progetto, ospitato su YouTube sceglie la formula della conversazione per portare il confront con le domande sulla letteratura a una dimensione di ascolto, di riflessione, di dialogo

Il primo video ha aperto il percorso con una questione diretta: cosa accade dietro le quinte dell’editoria italiana? Lo sguardo si è posato su quel sottobosco editoriale fatto di sovrapproduzione, contributi mascherati, autopubblicazioni senza filtro, concorsifici e antologie che trasformano l’autore in cliente. Nel 2024 in Italia sono stati pubblicati circa 85.000 titoli, mentre metà della popolazione non legge nemmeno un libro all’anno. Uno squilibrio che impone una domanda sul senso stesso del pubblicare.

Il secondo episodio ha spostato l’attenzione sul rapporto tra memoria privata e storia collettiva, attraverso l’incontro con Alessandro Porro, autore di Sbandato. Da una fotografia del 1941 prende avvio una ricerca che ricostruisce la vicenda di Piero, giovane soldato nella Seconda guerra mondiale. Si racconta di come una traccia minima, un’immagine, un nome, una data,  possa riaprire un dialogo tra generazioni.

Il terzo video compie un ulteriore passaggio, ci si chiede se tradurre la poesia sia un atto di fedeltà o di tradimento? La domanda introduce una riflessione sulla presunta “intraducibilità” del testo poetico, a partire dalla lettura di testi di Philip Larkin. La traduzione si muove sul filo del rasoio tra significato e musicalità, tra rispetto del testo e necessità di reinventare ritmo, suono, rime. Un omaggio a "Finestre alte" di Philip Larkin 

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