Jonathan Rizzo risponde a 8 domande sulla poesia
Nell’attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Quale scrittura ci può aiutare a uscire da tutta la sofferenza di questa stretta epocale?
Credo si debba fare un'analisi lunga e complessa per raggiungere le radici del problema e dipanarne la matassa. La società digitalizzata sta formando una generazione di disabituati alla scrittura ed alla lettura, e questa crisi ad eco la si vede nelle generazioni precedenti per difetto. Poi a monte è intellettualmente onesto ammettere che “grandi” autori di narrativa ce ne sono pochini, ed i poeti italiani sono avvitati sul bello stile accademico o sulla presunta ricerca pseudo sperimentale. Tutta roba che allontana qualsiasi lettore ed è fine a se stessa. Come le flatulenze che piacciono solo a chi le fa. Però non ritengo che gli scrittori debbano essere dei missionari sociali o indoveriti di un ruolo intellettuale civile. Libera Poesia in Libera Vita. Se uno ha il sommovimento viscerale “politico” lo emani. Altrimenti brindiamo a quel poco da vivere che c'è concesso in questo sterminato mondo che non capiamo né meritiamo.
L’IA soppianterà la figura dello scrittore?
Sì, ma io sarò già sepolto e dimenticato.
Perché oggi vanno così di moda il genere noir e le varie narrazioni distopiche? Se sono lo specchio dei tempi che stiamo vivendo, come possiamo “rivoltare” questa tendenza con nuove visioni?
Tema molto interessante. Il genere noir, termine improprio, nasce in America dal poeta Poe, genio intriso di cultura gotica anglosassone. È un genere di evasione che però non per forza scade nella superficialità, perché la buona letteratura si eleva e può allegoricamente affrontare pregnanti questioni sociali, filosofiche ed etiche al pari del saggio di studio. Mentre il distopico nasce all'inizio del Novecento con il romanzo “Il tallone di ferro” di Jack London ed è figlio naturale della rielaborazione artistico fantastica dell'inquietudine del tempo. Analizzandolo storicamente: il patriottismo che s'imputridisce con il fanatismo nazionalista fino all'inevitabile deflagrazione conflittuale tra popoli e da lì all'arroccamento nelle nuove “religioni” politiche e sociali. Il Grande scrittore legge la società e la piega purulenta del destino umano. Questo fanno gli artisti, hanno sensibilità, non solo ricerca.
Cosa significa per te scrivere o leggere poesia? Ha ancora un senso oggi?
Leggere ha sempre senso, è un dono dolcissimo che concediamo a noi stessi. Scrivere come condanna o liberazione.
Chi è per te il poeta nelle nostre società ipertecniche e digitali?
Il Poeta se vuoi cercarlo lo trovi per strada tra la gente, o solitaria che scruta l'orizzonte e la natura per comprendere quel se stesso così insondabile ad un'unica verità o certezza. Oggi come nei secoli addietro. Certamente il poeta muore con la tecnologia, perché diviene professionale e si prende sul serio davanti ad una platea di sconosciuti che hanno le sue identiche velleità. Perde di personalità ed unicità. Mentre tetra l'umanità dolente e puzzolente la sua mostruosità, in senso classico, si sacralizza. Che sia un angelo o un démone.
Perché la poesia è poco letta? Esiste da sempre, la si tramanda nelle scuole di ogni ordine e grado, ma è quasi sempre snobbata. Cosa dovrebbe essere o diventare la poesia per fare presa su un giovane, e più in generale sulla gente?
Certo di essere diretto. Colpa della scuola? Sì, ma non solo. L'approccio scolastico uccide la poesia. Il tecnicismo uccide il sentimento. Ma soprattutto colpa dei presunti poeti maggiori che tengono il popolino a debita distanza perché sanno che gli taglierebbe la testa, e sanno che non riceverebbero le lodi di cui sono assuefatti. Tenere la poesia solo per loro è l'unica maniera che conoscono per regnare. Ma la Poesia è il Regno di ogni uomo e i Sovrani prestigiatori di parole inevitabilmente incontreranno il giorno della ghigliottina. I giovani sono una categoria umana sopravvalutata.
Perché i poeti non hanno il giusto riconoscimento e sono visti come perditempo, sognatori, figure inutili, disadattati… È solo una questione di mercato o è anche un fatto culturale?
Il poeta che cerca riconoscimento pubblico merita la gogna, ma varrebbe per qualsiasi persona. Per ogni idiota che odia la poesia c'è una sua moglie che ama il Poeta.
Che impatto avrà l’IA sulla scrittura poetica? La poesia resterà “umana”?
L'umanità non sopravviverà a se stessa. Dopo milioni di anni di evoluzione in cui attraverso la scienza e l'arte mente e società sono progredite, siamo arrivati alla fine dei tempi. Come Dio ha creato l'uomo che lo ha reso superato, l'uomo genera un Superuomo che non potrà che renderlo superfluo fino all'estinzione. La Poesia e l'Arte troveranno casa archivio in qualche file documento. Le stelle non piangeranno e gli Dèi dell'Universo sono insensibili alle forme di vita gassose che esalano la loro fine.
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