Poeta? No, grazie - gli atti di un incontro (parte 1) Luigi Cannillo

 





Poeta? No grazie è una kermesse ideata da Officine letterarie – Poesia 33 come spazio di confronto sul ruolo della poesia nel panorama culturale contemporaneo. Un titolo volutamente provocatorio, nato per interrogare la posizione marginale che la poesia occupa oggi in Italia e per mettere alla prova, fin dall'inizio, le sue stesse premesse.

La prima edizione ha affrontato apertamente il tema della marginalità: la scarsa visibilità dei poeti nello spazio pubblico, il numero limitato di lettori, la percezione della poesia come pratica residuale. La seconda edizione ha invece ribaltato la prospettiva, concentrandosi su una domanda essenziale: perché, nonostante tutto, i poeti continuano a scrivere e le piccole case editrici a pubblicare poesia?

Da questi incontri è nato il volume Poeta? No grazie, pubblicato da Chiarevoci Edizioni, che raccoglie gli interventi presentati durante la kermesse.
Gli interventi che I quaderni di ChiareVoci ospiterà nascono all’interno di quel contesto, ne proseguono idealmente il percorso di riflessione e ne restituiscono la pluralità di voci, linguaggi e posizioni. Non risposte definitive, ma riflessioni incarnate, affidate alla parola poetica, alla prosa e alla performance.
Il primo contributo qui proposto è l’intervento di Luigi Cannillo, che apre questa serie di pubblicazioni dedicate a Poeta? No grazie.

Poeta? Magari, però… di Luigi Cannillo

… la poesia è un campo di tensioni. Non pacifica, se mai esaspera. La poesia più coinvolgente (per me) è costituita da un attrito dovuto da un lato alla urgenza iniziale, la forma originata dalla necessità di scrittura, e dall’altro lato dalla tensione linguistica. Si tratta di una spinta che non si esplicita nello sfogo immediato e nemmeno nella prima stesura, ma nello sviluppo della ricerca successiva, nelle varianti e direi perfino oltre la conclusione dell’opera, nel confronto con chi la legge 

La tensione coinvolge ed assume le caratteristiche di un attività di ricerca nel senso più lato, nella forma che finisce per incarnare la propria espressione. Non imitazione, ricalco, epigonismo, convenzione,ma espressione del sé, dell’identità e dell’esperienza a cui un testo si riferisce. Del Senso del testo stesso. 

La poesia è uno spazio di metamorfosi, di verbalizzazione di esperienze, di trasformazione del linguaggio. Il risultato dell’incontro, se non di uno scontro, può essere la sintesi fra esigenze diverse: comunicazione e nascondimento, realtà e proiezione nelle figure, frammento e totalità, senso e suono. Un complesso schieramento di forze in campo che può costituire ragione di vita per chi scrive. Nell’apparente contraddizione tra esposizione - se non protagonismo - del Soggetto e marginalità del suo prodotto. Andrea Zanzotto affermava in una intervista televisiva:“Il poeta è sempre una figura marginale e nello stesso tempo emarginata. Ora se noi volessimo trasformare il poeta in elemento definito nel quadro sociale e storico, noi verremmo a togliere alla poesia la sua prima caratteristica, quella di essere un momento ‘in fuga’, ma fuga che arricchisce e approfondisce.” E in questo arricchimento risiede l’eventuale valore (non monetizzabile) della tensione e della ricerca poetica



Davanti alla parete invisibile 

il popolo del nulla spinge 

le sue figure in palcoscenico 

prima di scomparire tra le quinte 

Fotografie come ambasciatori 

a chiedere insistenti la parola 

lontani finora mai pronunciati 

ma con la forza della fisionomia 

che rende gli uguali diversi

Sembra impossibile che quella 

vitalità e le pose comiche 

si salvino solo ferme in uno scatto 

Poesia come tempo dell’attesa 

in ascolto che le loro voci 

trapassino la carta vi si imprimano 

un verso dopo l’altro aspettando 

una successiva squadra in posa 

verso futuri spettatori 

Da lì si sbandiera una prima 

parola poi l’intero sciame 

della lingua ancora inespressa 

Così sillabare chiamare per nome 

convocare tutti in un verso e scattare 

dare all’album la voce 

la nuova foto di gruppo 

In carriera non esiste il segno pari 

solo affermazioni o fallimenti 

guadagnare spazio sulla scacchiera 

Percorrono caselle orizzontali 

credendole cime da raggiungere 

lo sguardo fisso al grado, al distintivo 

Estranei al proprio male 

indifferenti a quello altrui 

Scelgono il padre e la famiglia 

che garantisca scudo e scambio 

Poi il reparto, la pronuncia 

Dentro cabine senza lucernario. 

gli archivi inutili, il medagliere, 

vive una specie complice, devota 

Ignorano il severo artigianato delle opere, 

compongono in serie 

La poesia sfuggita oscillando in alto 

come una mongolfiera 

oppure formula sommersa nelle grotte 

irraggiungibile corallo


Poesie da Dal Lazzaretto, Ed. La Vita Felice, 2024 



Luigi Cannillo, poeta, saggista, traduttore e organizzatore culturale, è nato e vive a Milano. Tra le sue raccolte di poesia più recenti: Cielo Privato, Joker Ed., 2005, Galleria del Vento, La Vita Felice, 2014, e l’antologia in inglese e italiano Between windows and Skies – Selected Poems 1985-2020, Gradiva Publications, 2022 e Dal Lazzaretto, La Vita Felice, 2024 Ha curato con Gabriela Fantato La biblioteca delle voci – Interviste a 25 poeti italiani ,Joker Ed., 2006. Ha curato inoltre l'Antologia Il corpo segreto – Corpo ed Eros nella poesia maschile, LietoColle, 2008, e, con Sebastiano Aglieco e Nino Iacovella, Passione Poesia – Letture di poesia contemporanea, Ed. Cfr, 2016. Singole poesie, scelte antologiche e interventi critici sono stati pubblicati su numerose riviste, raccolte di saggi, siti e blog letterari. Ha partecipato a performance e spettacoli teatrali e collabora con musicisti e artisti visivi.

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