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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Se non è chiedere troppo, in ascolto di Etty Hillesum e Simone Weil di Gianni Fabiano

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  Scriveva Todorov nell’introduzione al suo bel libro La  bellezza salverà il mondo : “Spesso, inconsciamente e  tacitamente, ciascuno di noi è animato da un progetto di  vita, dentro di sé ha uno schema ideale che lo guida e in  base al quale giudica la propria esistenza del momento.  So che l’aspirazione alla pienezza, al compimento  interiore, a una qualità di vita migliore appartiene a tutto  ciò, ma ignoro dove mi porti e quale posto vi occupi il  rapporto con l’assoluto. Per ottenere delle risposte ho  iniziato questa indagine: nella speranza che il passato  possa illuminare il presente, ho voluto sapere come altri  individui, di cui sono un ammiratore, avessero tentato di  accettare la medesima sfida. In che cosa avevano cercato  la perfezione? Che ruolo aveva giocato tale ricerca nella  loro esistenza? Si era unita a quella della felicità?”      Questa silloge contiene testi ispi...

Quattro inediti di Massimo Botturi

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Non so se quello che sto per scrivere farà piacere a Massimo Botturi .  Leggendo le sue poesie, mi importa relativamente che il senso o la successione semantica delle frasi siano sempre immediatamente decifrabili. Quello che mi colpisce, nella sua scrittura, è il modo in cui le immagini gemmano l’una dall'altra per analogia, il ritmo che le tiene insieme, la musicalità che attraversa i versi con apparente naturalezza e immediata cantabilità. Nelle quattro poesie inedite che presentiamo in queste pagine questo movimento è un rimbalzare tra suono e visione, tra memoria e presente, dove il contenitore ha lo stesso peso del contenuto. Il senso non si impone in maniera didascalica, ma viene evocato per accumulo, per zampilli, per eruzioni incruente e gioiose.  La memoria non è ricostruzione ordinata, ma apparizione a volte involontaria: una foglia che cade, un rumore lontano, un gesto minimo del quotidiano diventano occasioni per un ritorno che non ha bisogno di spiegazioni, che r...
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Versi fatti con i piedi raccoglie novantacinque poesie, generalmente in verso libero. Undici liriche, invece, seguono un preciso schema metrico: ottava rima (“Cento giorni da pecora”, “Il peggiore dei primati”), sesta rima (“Datore di lavoro”), sonetto giambico in endecasillabi sdruccioli (“Andavo a piedi e ingiambai”), esperimento di sonetto in settenari monorima (“A furia di strisciare” I e II), endecasillabi in rima baciata (“Prima occupazione”), limerick (“Zerocrazia”), quartine di settenari a rima alternata (“La setta dei poeti estinti”), quartine di quaternari monorima (“Lo sostengo”) e infine un’ode in endecasillabi (“Ode ad An Post per il francobollo del Che”). Il messaggio centrale poggia su un ribaltamento completo di valori, non a caso il provocatorio sottotitolo è Poeterodossia . La realtà viene letta al contrario nel disperato tentativo di attribuirle un senso, poiché, così com’è, sembra il trionfo del teatro dell’assurdo. In alcuni componimenti la critica sociale si radic...